Più che pulito: abbigliamento da lavoro ineccepibile sotto il profilo igienico

Più che pulito: abbigliamento da lavoro ineccepibile sotto il profilo igienico

15 Luglio 2019 0 Di Redazione

Tempo stimato di lettura: 309 secondi

Ing. Diana Wolf *

L’abbigliamento da lavoro utilizzato per la produzione alimentare è importante che venga sottoposto a un trattamento igienico adeguato. Gestirlo in autonomia può rappresentare un rischio dal punto di vista dell’igiene. Affidandone la gestione in outsourcing a un fornitore di servizi tessili, ci si assicura invece che vengano mantenuti standard igienici elevati.

Nelle società di servizi tessili, i capi vengono controllati manualmente e visivamente dopo ogni lavaggio
e le eventuali problematiche riscontrate vengono risolte tempestivamente in modo professionale

Un abbigliamento da lavoro adeguato è pratico, funzionale e contribuisce a creare un’immagine professionale positiva di un’azienda. Nell’industria alimentare, tuttavia, la sua funzione va oltre: qui, l’attenzione si concentra infatti anche sulla protezione del prodotto. A seconda del settore produttivo in cui si opera e in base alla sensibilità del prodotto lavorato, esistono diversi requisiti per l’abbigliamento da lavoro. Per questo motivo non è permesso accedere alle zone in cui ha luogo la produzione indossando i propri indumenti, i dipendenti devono obbligatoriamente cambiarsi prima dell’inizio del turno e i visitatori devono indossare un camice prima di poter entrare in questi locali. Questi accorgimenti scongiurano il rischio di una diffusione incontrollata di sporcizia e germi provenienti dall’esterno.

Evitare la contaminazione attraverso i tessuti

L’esperienza lo dimostra: i materiali tessili rappresentano un ottimo substrato di annidamento per i microorganismi per via della superficie estesa sulla quale i microorganismi possono aderire, con il maggiore apporto di ossigeno. I tessuti con i quali vengono realizzati gli indumenti da lavoro offrono massimo comfort ed elevata resistenza e sono solitamente costituiti da tessuti misti in cotone-poliestere. Grazie a questa composizione, sono in grado di assorbire e trattenere i liquidi, in quanto il cotone presenta un’elevata assorbibilità d’acqua e le fibre sintetiche offrono un’eccellente azione capillare. Un ulteriore aspetto che può favorire l’annidamento dei microorganismi è il fatto che indossando l’abito si viene a creare una temperatura per loro ideale. Gli studi hanno dimostrato che i microorganismi possono sopravvivere sui tessuti per giorni, settimane o persino mesi.

Fanno parte di questi microorganismi anche elementi patogeni come lo Staphylococcus aureus, o MRSA, il Clostridium difficile, che può causare diarrea, o il norovirus, responsabile di infezioni gastrointestinali. Se si utilizzano sistemi di lavaggio inadeguati, può accadere che i germi siano trasferiti dagli abiti contaminati anche ad indumenti precedentemente non contaminati. Anche se un indumento sembra apparentemente pulito, questo non garantisce la purezza microbiologica del tessuto. È del tutto analogo alla pulizia e alla disinfezione di un impianto produttivo: una buona pulizia elimina ogni traccia di sporco visibile, ma solo la disinfezione mette l’impianto al sicuro.

Un trattamento igienico più sicuro per i tessuti

Per ottenere un’elevata igienicità nei processi di trattamento degli indumenti da lavoro, occorre agire sull’inattivazione chimica e termica dei microrganismi. Negli ultimi anni, tuttavia, nelle lavatrici per uso domestico si sono manifestate le seguenti tendenze:
• Il classico cestello è stato sostituito dal cestello a nido d’ape per consentire il lavaggio anche dei tessuti delicati. L’effetto meccanico protegge il tessuto, ma è controproducente in termini di igiene.
• Nelle lavatrici moderne, un sistema di rilevamento del peso riduce il consumo d’acqua in caso di carico ridotto. Il più delle volte, tuttavia, vengono caricati troppi indumenti nella lavatrice, il che influisce negativamente in termini di meccanica.
• Quando parliamo di igiene, la temperatura è il fattore che ha maggiore influenza. Tuttavia, molti indumenti moderni non possono essere lavati a temperature superiori a 60˚ C. Le indicazioni di lavaggio sulle etichette dei produttori di capi di abbigliamento riportano spesso temperature consigliate di 30˚ C o 40˚° C e questo spettro di temperature corrisponde alle temperature di incubazione ottimali per i microrganismi. Possiamo dunque parlare di igiene?

Processi igienici ben definiti nel servizio tessile

Nel lavaggio industriale i processi di lavaggio e disinfezione vengono invece stabiliti in modo preciso in funzione del carico di lavaggio e la procedura si svolge secondo metodi ben definiti. Il dosaggio degli agenti chimici, le temperature e la durata del trattamento termico vengono rispettati con maggiore sicurezza grazie alla speciale tecnica di lavaggio e la qualità microbiologica dei tessuti trattati è garantita dal sistema di analisi dei rischi e di controllo della biocontaminazione (RABC). Devono essere rispettate le condizioni di prova del Robert Koch Institut (RKI) e dell’Associazione per l’igiene applicata (VAH) e le procedure vengono controllate e documentate almeno una volta all’anno. Nel lavaggio industriale, i materiali tessili vengono sottoposti a un’attenta selezione in funzione dei requisiti dei processi di lavaggio. I tessuti devono superare numerose prove di resistenza prima di poter essere utilizzati nel servizio tessile. Nell’ottica dell’HACCP, il design dell’indumento ha un ruolo determinante. Ad esempio, le tasche non dovrebbero essere applicate all’esterno, in modo che il rischio di caduta di oggetti sia ridotto al minimo. Anche le cuciture devono essere ben eseguite e i bottoni e le chiusure a strappo devono essere resistenti. In un’azienda di servizi tessili tutti questi fattori vengono controllati manualmente e visivamente dopo ogni trattamento e le eventuali problematiche riscontrate vengono risolte tempestivamente in modo professionale. Se un capo di abbigliamento non dovesse più risultare idoneo all’uso, verrebbe immediatamente sostituito.
Il tema dell’abbigliamento da lavoro e il rischio di contaminazione del prodotto vanno quindi considerati in modo olistico. La divisione delle aree di igiene è soggetta alla valutazione dei rischi da parte del produttore, ma le aziende di servizi tessili possono fornire supporto in molti modi: dalla scelta degli indumenti adatti e di un trattamento igienico professionale e sicuro, fino alla riparazione dei tessuti danneggiati. Inoltre, il servizio di ritiro e consegna aiuta a garantire che i dipendenti siano in grado di rispettare meglio i cicli di cambio prescritti e che i capi non vengano indossati troppo a lungo senza essere sottoposti ad adeguata decontaminazione.

* Diana Wolf lavora a progetti di ricerca e sviluppo nel dipartimento di ingegneria ambientale e di processo della Divisione produzione e logistica della MEWA Textil-Service, fornitore di servizi tessili che opera in tutta Europa e ha sede a Wiesbaden.

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