Da una Bulgaria incontaminata ecco la frutta bio dei prodotti Rigoni di Asiago

Migliaia di ettari di fragole, more, lamponi, ribes, uva spina, mele, prugne, ciliegie, girasoli, nocciole e amarene tutti rigorosamente bio e circondati da una natura incontaminata. E’ questo lo scenario a cui abbiamo assistito in occasione della nostra visita ai poderi di Ecoterra, Biofruta e Biotop

, società agricole del gruppo Rigoni di Asiago, situati in Bulgaria tra la provincia di Montana, Berkovitsa, con i poderi Balowa Shuma e Kalimanitsa, vicino al confine con la Serbia, e nella zona del grosso centro agricolo di Pazardzhik, tra la capitale Sofia e Plovdiv, con il podere Biofruta di Karabunar. Queste società si occupano del ciclo completo della produzione agricola, dal vivaio delle piante alla coltivazione e raccolta.

Un prodotto di eccezionale qualità che chi scrive ha provato e degustato direttamente sul campo. Una fragola sana appena raccolta ha un sapore impagabile e difficilmente descrivibile e a cui il consumatore medio purtroppo è sempre meno abituato.

Parliamo di posti ideali in cui fare agricoltura biologica, che beneficia di spazi enormi, di bassa densità abitativa e industriale e senza rischi di contaminazioni esterne quali un agricoltura intensiva come quella che siamo abituati a vedere nelle principali pianure del nostro Paese. Un’azienda, la Rigoni di Asiago, che punta alla qualità della materia prima producendola e trattandola in prima persona e che conserva la produzione e il know how in Italia

E’ una presenza ultraventennale quella dell’azienda dell’alto vicentino nel vicino Paese dell’est europeo: dal 1993 ha investito e consolidato la sua presenza tanto da contare oggi su di un patrimonio di 1.400 ettari e, dal 2004, su di un moderno stabilimento per la prima lavorazione e la surgelazione dei prodotti, Ecovita, l’ultimo tassello che compone il mosaico Rigoni di Asiago in Bulgaria. Un mosaico che ad oggi è frutto di un investimento che ha superato i 28 milioni di euro.

Il prodotto coltivato in pieno campo è raccolto quando il grado di maturazione è ottimale e viene surgelato nell’arco di qualche ora dalla raccolta.

«Lo stabilimento sorge su un’area di oltre 12.000 mq di cui 7.000 coperti – spiega Domenico Sancricca, direttore generale di Rigoni di Asiago Bulgaria – oggetto nel 2010 di ingenti investimenti che hanno portato la capacità produttiva ad oltre 3.000 tonnellate annue di frutta surgelata. Ad oggi la capacità produttiva è di oltre 4.000 tonnellate di frutta surgelata in IQF, succo, polpa e purea». Lo stabilimento utilizza impianti di ultima generazione, con macchinari ad alto contenuto tecnologico, tra i quali macchine ottiche, laser e metal detector. Tutto nel rispetto delle più stringenti normative comunitarie in materia igienico-sanitaria e relative alla sicurezza sul lavoro.

Piantagione di girasoli, Biotop, Montana

Lo scorso anno è aumentato anche lo spazio riservato alle camere frigo, con una nuova camera a -22 gradi, di 1.600 mq e con una capacità di conservazione di 1.200 tonnellate che porta la capacità totale di Ecovita a 3.000 tonnellate. Prodotti che successivamente, attraverso la Serbia, la Croazia e la Slovenia giungono in Italia per essere lavorati e per diventare i tanto apprezzati prodotti Rigoni di Asiago, come le confetture Fiordifrutta o la Nocciolata, che usa solo olio di girasole biologico.

Le persone impiegate stabilmente nelle aziende del Gruppo sono 80, oltre a diverse centinaia di operai agricoli stagionali che arrivano anche ad 800 tra maggio e ottobre, periodo di picco della raccolta. Ma paradossalmente la manodopera comincia a scarseggiare, vuoi per la concorrenza – in Bulgaria è fiorente anche la coltivazione delle rose che assorbe tanta manodopera – vuoi per una questione di mentalità dovuta a forme di assistenzialismo che non invogliano i potenziali operai a dedicarsi al pur sempre faticoso lavoro nei campi, preferendo i sussidi o l’emigrazione stagionale. Un problema non da poco che limita anche la possibilità di effettuare nuovi investimenti per quel che concerne la messa a coltura in spazi nuovi. «Il problema manodopera esiste e si sente – sottolinea Giacomo Cera, CFO di Rigoni di Asiago – ma in questo momento non abbiamo in mente di investire in altri Paesi se non in Bulgaria».

da sinistra, Domenico Sancricca, Maria Luisa Meroni, Stefano Baldi, Giacomo Cera

Una presenza ormai consolidata che si esplica annualmente anche con la Festa della Fragola organizzata quest’anno a Borovtsi, e che ha visto la partecipazione di tutte le autorità locali, dell’ambasciatore italiano a Sofia, Stefano Baldi, e della compagine confindustriale sul posto guidata da Maria Luisa Meroni. E dove, naturalmente, la protagonista principale è stata sua maestà la fragola biologica.

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