Dalla buccia essiccata dei frutti tropicali un’alternativa salutare ai coloranti alimentari sintetici

Un colorante naturale estratto dai frutti jabuticaba, jambu e jamelão sviluppato dalla Brazilian Agricultural Research Company (Embrapa).
Continua a crescere, nel frattempo, la produzione di frutta tropicale brasiliana: 44 milioni di tonnellate prodotte solo nel 2016, secondo i dati ApexBrasil

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Arriva dal Brasile una proposta alternativa e salutare agli additivi e coloranti alimentari sintetici.

I ricercatori della Brazilian Agricultural Research Company (Embrapa), dopo uno studio durato più di 5 anni, hanno ottenuto coloranti alimentari totalmente naturali utilizzando tre frutti brasiliani: il jabuticaba, il jambu e jamelão.

I coloranti naturali sono ricchi di antocianine, tra i flavonoidi più ricercati grazie all’elevato numero di antiossidanti. I ricercatori di Embrapa stanno al momento collaborando con l’Institute of Food Research per individuarne precisamente i livelli e per determinarne i benefici per il corpo umano.

Come funziona

Estratti dalla buccia essiccata, i coloranti riescono a riprodurre diverse sfumature di colore come quelle del rosso, blu e del viola. Il processo di lavorazione è molto semplice ed economicamente sostenibile, caratteristica che favorirà ulteriormente la diffusione di questi coloranti nel mercato.

La richiesta di coloranti alimentari naturali è in continua crescita, soprattutto in Paesi come gli Stati Uniti e l’Europa, dove l’alta sensibilità dei consumatori verso gli effetti collaterali dei coloranti artificiali negli alimenti convive con comportamenti d’acquisto ancora influenzati e guidati dal colore e dall’estetica degli alimenti.

“Al momento, l’utilizzo dei coloranti naturali alimentari è ancora in una fase iniziale, ma siamo certi che troverà ampia applicazione”, commenta Renata Borguini, ricercatrice di Embrapa. “Il mercato ha bisogno di alternative salutari ai coloranti sintetici e agli additivi. Gli estratti dalla buccia essiccata dei frutti risponde perfettamente a questa necessità”.

Dopo aver ottenuto l’approvazione all’introduzione sul mercato, gli estratti naturali potranno essere utilizzati ampiamente oltre che nell’ambito alimentare anche in altri settori, come quello cosmetico e farmaceutico.

La produzione di frutta in Brasile: terzo produttore planetario

Nel frattempo, la produzione di frutta continua a crescere in Brasile, rendendo il Paese il terzo produttore al mondo (in volume), dopo Cina e India.

Secondo i dati Apex-Brasil – Agenzia Brasiliana per la Promozione del Commercio edegli Investimenti – solo nel 2016 il Paese ha prodotto 44 milioni di tonnellate di frutta, differenziandosi dagli altri concorrenti grazie ad un’offerta composita sul mercato. Il Brasile può diventare un grande fornitore di frutta per il mercato internazionale poiché, oltre a produrre in quantità importanti, riesce a garantire la produzione lungo tutto l’anno grazie alle sue peculiarità climatiche.

Sul mercato italiano, in particolar modo, i frutti esotici maggiormente commercializzati e più consumati sono melone (68% sul totale export ortofrutticolo brasiliano verso il Paese), papaya (13%), lime (6%), mango, arancia ed anguria. A questi si aggiungono anacardi, noci di cocco e noci del Brasile, che pesano complessivamente per il 5,3% del totale delle importazioni di frutta dal Paese (per un controvalore complessivo di 3,83 milioni di dollari).

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